Val d’Aosta

Ponte Romano

La Valle d’Aosta è la Regione più piccola d’Italia e tra le più piccole dell’Europa vitivinicola, pur nonostante ciò presenta una coltura della vite di tutto rispetto, con i suoi vigneti “eroici”, coltivati, come spesso accade nelle zone montuose, a terrazzamenti che digradano lietamente a valle e la raccolta meccanizzata più che bandita è proprio sconosciuta. La Regione vanta uvaggi per lo più autoctoni: il Petit Rouge, la Premetta, che è un vero e proprio “rosato naturale” o il Fumin, la Cornalina, il Merlot, il Mayolet, il Syrah, il Vien de Nus, il Pinot Noir, il Nebbiolo, che qui assume il nome di Picotendro ed il Gamay, per le uve a bacca nera. Le uve a bacca bianca, coltivate e molto apprezzate dal pubblico sono: La Malvoise, selezione locale del Pinot Gris, lo Chardonnay, il Muller Thurgau recentemente introdotto, il Pinot Gris, il Prié Blanc, tra l’altro unico vitigno autoctono a bacca bianca, una delle rare varietà a piede franco, non innestate su vite americana grazie a particolari condizioni climatiche che lo hanno preservato dalla fillossera, il Petite Arvine ed il Moscato Bianco. Dopo l’attribuzione, negli anni 1971 e 1972, delle prime Denominazioni di Origine Controllata per i vini Donnas e Enfer, dal 1985 una sola DOC “Valle d’Aosta” o “Vallée d’Aoste” comprende tutti i vini di qualità della Valle. Oggi la denominazione di Origine Controllata D.O.C “Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste” è rappresentata da 7 sottodenominazioni di Zona e da 19 sottodenominazioni di Vitigno. Esistono inoltre a disciplinare le sottodenominazioni di colore (bianco, rosso, rosato) e le tipologie di vinificazione (novello, passito, vendemmia tardiva e spumante