Sicilia

Taormina

7 IGT, 25 DOC ed 1 DOCG, questi i numeri della Regione Sicilia nella produzione vitivinicola. La Sicilia non è soltanto l’isola più grande del Mediterraneo, è anche uno storico ed onnipresente crocevia di rotte commerciali, uomini, idee e… barbatelle di vino fin dall’antichità. Si ritiene infatti che la vite crescesse spontaneamente in Sicilia prima della venuta dei Greci e molte uve, oggi considerate autoctone, furono introdotte dai Fenici. La viticoltura fu introdotta nell’isola durante l’Ottavo Secolo a.C. dai primi coloni Greci che introdussero le loro tecniche, come la potatura, la coltura ad alberello e la selezione varietale. Nonostante i Greci, reperti archeologici testimoniano che il consumo del vino era già molto diffuso sin dal XVII secolo a.C.. La vite è una coltivazione diffusa su tutto il territorio regionale, perlopiù con coltivazione ad alberello, nonostante per anni i viticoltori si siano preoccupati più della quantità che della qualità, negli ultimi tempi nuove aziende o nuove filosofie aziendali, hanno condotto la viticoltura siciliana al recupero del proprio patrimonio enologico, oggi molte varietà di uve sono protagoniste di bottiglie anche importanti. Tra le uve autoctone a bacca bianca abbiamo: Carricante, Catarratto, Grecanico, Grillo, Inzolia (nota anche con i nomi di Insolia o Ansonica) la Malvasia di Lipari e il Moscato Bianco e lo Zibibbo, cioè il Moscato di Alessandria che da vita la famoso Moscato di Pantelleria. Tra le uve a bacca nera invece troviamo: il Frappato, il Nerello Cappuccio e Mascalese, il Perricone o Pignatello ed il nero d’Avola, da sempre forse l’uvaggio più noto dell’isola. Tra le uve internazionali, comunque presenti, abbiamo: Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot, Müller-Thurgau, Pinot Nero e Syrah. Tra le nazionali: Sangiovese, Barbera e Trebbiano Toscano.