Puglia

Salento

La vite, secondo alcuni studi portati avanti negli anni, era presente nella Regione prima dell’arrivo dei colonizzatori Greci, Plinio il Vecchio parla di Malvasie Nere, di Negro Amaro e dell’Uva di Troia. Molto probabilmente la costruzione del Porto di Brindisi, opera faraonica ed all’avanguardia per quei tempi, decretò l’accelerazione dei commerci e la fioritura delle coltivazioni della vite e della produzione del vino. L’importanza dello sviluppo della viticoltura e della produzione del vino, fu ben compresa da Federico II, che fece piantare migliaia di viti nella zona di Castel del Monte, importando le piante dalla vicina Campania. La Regione può vantare 6 IGT, 28 DOC e 4 DOCG, equamente ripartite su tutto il territorio regionale. Tra le uve a bacca bianca troviamo: Bombino Bianco, Malvasia Bianca, Verdeca, Fiano, Bianco d’Alessano, Moscato Bianco e Pampanuto. Lo Chardonnay è altresì un vitigno internazionale molto coltivato. Tra le uve a bacca nera: Negro Amaro, Primitivo, Uva di Troia, Malvasia Nera (di Lecce e di Brindisi), Montepulciano, Sangiovese, Aglianico, Aleatico, Bombino Nero, Susumaniello e Ottavianello, nome con il quale nella regione si chiama il Cinsaut, Merlot e Cabernet Sauvignon tra le internazionali. In Puglia il vino è prodotto praticamente ovunque, rappresentando non solo una risorsa economica ma anche un legame con la tradizione e alla cultura di questi luoghi. La produzione vinicola della Puglia è favorita anche dal clima e dalla quantità di sole che la terra riceve nel corso dell’anno. L’alberello è il sistema colturale più diffuso in Puglia poiché consente alla vite di sfruttare al massimo le risorse del suolo, migliorando la qualità dell’uva e quindi del vino.