Piemonte

Torino

Posizionata nel Nord Ovest del Paese, il Piemonte è una Regione molto importante sotto molti punti di vista, non ultimo quello della viticoltura, è infatti la patria di vini DOCG quali: il Barbaresco, Il Barolo, Il Gattinara, il Ghemme, l’Erbaluce ed altri che vedremo tra poco. Quella del Piemonte è una produzione prevalentemente collinare con moderni sistemi di coltivazione, Guyot e Spalliera su tutti. Il principale vitigno della Regione, che da vita a molti vini DOCG, è il Nebbiolo, che possiamo considerare un vitigno autoctono, coltivato nelle Langhe, nel Roero, nel Canavese, nel Monferrato e nell’Astigiano. Tra i vitigni a bacca rossa vi sono poi: l’Albarossa, la Barbera, la Bonarda, il Brachetto, il Grignolino, la Croatina, la Freisa, la Malvasia Nera ed il Dolcetto. Tra le uve a bacca bianca troviamo: lo Chardonnay, il Cortese, il Timorasso, l’Arneis, la Favorita che è poi il nome locale del Vermentino, l’Erbaluce ed il Moscato Bianco. La Regione vanta il più alto numero di DOC e DOCG ed ha rinunciato alla denominazione IGT per precisa scelta dei vignaioli. Il primo ruolo fondamentale nella storia del vino Barolo fu quello del Generale Sabaudo Paolo Francesco Staglieno, responsabile della prima versione del vino da uve Nebbiolo secco, almeno partire dal 1830 circa. Autore del manuale “Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte”, pubblicato nel 1835, Staglieno fu il pioniere nella nascita della nuova enologia piemontese. Fu responsabile delle vigne e delle cantine del Tenimento di Pollenzo, centro di eccellenza vitivinicola della casa reale. Fu anche chiamato dallo stesso Cavour come enologo della sua tenuta Grinzane, tra il 1836 e il 1841. La Marchesa Giulia Falletto, incoraggiata dal Conte di Cavour e dallo stesso Re Umberto, seguendo il suo metodo iniziò a riposizionare le cantine del Castello di Barolo, giungendo nel tempo ai risultati che oggi conosciamo.