Molise

Santuario di Castelpetroso

La tradizione vinicola del Molise risale al III sec.a.C., ai tempi dei Romani e dei Sanniti. Plinio il Vecchio per primo menzionò nelle sue opere i vini di Isernia. Della viticoltura Molisana nell’era medievale e rinascimentale esistono pochissime tracce. La prima citazione relativa al Tintilia risale ai primi dell’800. Dal punto di vista della viticoltura, il Molise è tuttora alla ricerca della propria identità, essendo stato fino a cinquant’anni fa legato anche amministrativamente all’Abruzzo. Oggi i vini Molisani si collocano a cavallo tra quelli Abruzzesi e quelli Pugliesi, fungendo da anello di congiunzione tra le enologie delle due regioni. Il vitigno autoctono a bacca nera Tintilia è l’espressione della rinascita della vitivinicoltura Molisana. I vitigni coltivati in Molise risentono molto dell’influenza delle regioni limitrofe. Campania, Puglia, ma soprattutto l’Abruzzo, di cui il territorio del Molise faceva parte fino al 1963. In questa regione i vini più interessanti sono i rossi, tra i quali ricordiamo quelli a base del vitigno autoctono Tintilia (Tintilia del Molise DOC). Gli altri vitigni coltivati sono invece tipici dei territori confinanti: Montepulciano e Aglianico i più importanti a bacca nera, Falanghina, Trebbiano (sia Toscano che Abruzzese), Greco, Bombino bianco e Malvasia per i bianchi. Il Sangiovese viene utilizzato in purezza o in uvaggio con il Montepulciano per la produzione del Pentro DOC Rosso. Tra i vitigni internazionali, Chardonnay, Cabernet sauvignon, Merlot e Syrah.