Marche

San Severino

I vini delle Marche nascono e si sviluppano in una vera e propria “terrazza” naturale affacciata sul Mare Adriatico, la Regione infatti vede la propria catena Appenninica degradare dolcemente verso il mare, attraverso un languido e dolce paesaggio collinare che si apre in ampie vallate, particolarmente vocate alla coltivazione della vite. Famosi in particolar modo sono: il Verdicchio dei Castelli di Jesi e quello di Matelica, il Bianchello del Metauro, il Pecorino di Offida e la Lacrima di Morro d’Alba. Le DOC della Regione sono 15 e 5 le DOCG, più la IGT Marche, denominazione regionale per bianchi, rosati e rossi. Le varietà coltivate in parte, sono da considerarsi, in un certo senso, autoctone, poiché poco diffuse al di fuori della Regione, tra i bianchi troviamo: Verdicchio, Bianchello, Maceratino, tra le più diffuse vi sono invece Chardonnay, Pecorino, Passerina, Trebbiano Toscano, Sauvignon Blanc. Tra le uve a bacca nera, dobbiamo considerare lo stesso discorso per la Vernaccia Nera, di Serrapetrona, e la Lacrima di Morro d’Alba, entrambe tipiche delle rispettive zone, tra le altre vi sono invece: Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Pinot Nero. Queste uve internazionali, a bacca bianca o nera, sono presenti da tempi relativamente recenti nella Regione, e vengono usate per essere lavorate con vitigni più locali per realizzare i prodotti delle Cantine. Pur risalendo all’epoca Romana, la viticoltura delle Marche esce dai confini regionali all’inizio del 1900 quando l’area vinicola del Piceno assume il ruolo della più importante nella Regione, con le uve Sangiovese e Montepulciano, mentre nella parte settentrionale si concentrava la produzione di vini bianchi da uve Verdicchio, Trebbiano e Malvasia. Nel 1953, ad opera della cantina Fazi Battaglia, venne creata la bottiglia a forma di anfora che ancora oggi è associata al Verdicchio.