Liguria

Manarola

Nell’immaginario collettivo del Paese la Liguria è generalmente associata ai vini bianchi: Pigato e Vermentino, che in questa Regione danno autorevole prova di grandi vini, specie nelle DOC , specie la Tigullio, la Riviera di Ponente, la Val Polcevera, la Cinque Terre e la Colli di Luni. Questo movimento però mette in ombra l’Albarola, o Bianchetta Genovese, che merita uno spazio ed una menzione, specie per il rilancio che hanno proposto negli ultimi tempi alcuni viticoltori lavorandola in purezza, in particolar modo nel Tigullio. Tra le uve a bacca nera troviamo, spesso nelle stesse DOC, il Rossese, particolarmente apprezzato quello di Dolceacqua, l’Ormeasco ed il Ciliegiolo. Se l’Ormeasco è il nome ligure del Dolcetto, il Rossese è la traduzione ligure del Nebbiolo. La Liguria, come tutte le aree di confine, unisce in se molte diverse tradizioni e diversi usi, sia nella produzione, basti pensare che molti vigneti sono piantati nei terrazzamenti, come le Regioni montane, il che comporta una lavorazione pienamente manuale delle uve. Tra le uve che possiamo trovare in Liguria, abbiamo, oltre alle nominate: Sangiovese, Canaiolo Nero, Ciliegiolo, Pollera Nera e Cabernet Sauvignon., e questo perché la Regione ha attinto nel corso del tempo alle Regioni limitrofe da un lato, e perché l’evoluzione delle lavorazioni ha comportato l’immissione di uve nazionali e non per completare l’estro e l’offerta dei viticoltori locali.