Campania

Reggia di Caserta

La colonizzazione Greca trovò nell’attuale Campania il suo massimo splendore, Neapolis, Capua, Pithecusa sull’isola di Ischia, Cuma, Ercolano, Pompei sono solo alcune delle città che fondarono ex novo o si limitarono ad ampliare, sulle coste del Tirreno, dando vita ad una civiltà fiorente in ogni campo, tra cui lo sviluppo dell’agricoltura e la coltivazione del vino. Plinio il Vecchio parlò di Campania Felix e non a caso i vini Campani sono stati decantati e descritti da molti autori dell’antichità : Cicerone, Plinio, Marziale, Virgilio. Decantavano la Vitis Hellenica, la Vitis Apiana, il Vinum Album Phalanginum e la Aminea Gemina, altro non sono che i progenitori dell’Aglianico, del Fiano, della Falanghina e del Greco. Ai viticoltori Campani deve essere riconosciuto il merito della tutela del patrimonio enologico, non hanno ceduto alla moda di impiantare vitigni internazionali ma hanno chiesto alla regione Campania di vietarne l’impianto. Greco di Tufo, Falanghina e Fiano sono i bianchi più noti ma il vero Dominus è l’Aglianico, un vitigno antichissimo, noto da tempo nel panorama internazionale, che ha originato vini di eccellente qualità: il Taurasi, in provincia di Avellino, primo tra i DOCG dell’Italia meridionale; l’Aglianico del Taburno, ultima tra le DOCG Campane; il Falerno del Massico, dalle origini antichissime, e il Galluccio, in provincia di Caserta.