Calabria

Tropea

Gli antichi Greci conoscevano la Calabria come Enotria, “Terra del vino”. I primi documenti sulla viticoltura nella Regione sono datati intorno all’anno 1000, segno che già allora questa attività aveva un ruolo primario nell’economia Calabrese, assieme alla pesca e al commercio. Alla fine del 1600 la viticoltura raggiunse la massima espansione con almeno 1000 ha, fino a che, alla fine dell’800 gli attacchi di fillossera portarono all’abbandono delle aree vitate, fino alla completa distruzione dei vigneti a cavallo del secolo. La ricostruzione del patrimonio viticolo Calabrese negli anni successivi al primo conflitto mondiale è stata parziale e lenta ma gradualmente ha portato al recupero produttivo nella regione. Come molte altre regioni del sud Italia, grazie a fattori pedoclimatici particolarmente favorevoli, per molti anni la Calabria ha fornito vini da taglio sia ai produttori Italiani che esteri, grazie al loro colore intenso e grado alcolico elevato. La situazione è oggi cambiata e la tenacia dei viticoltori Calabresi ha fatto si che in Regione si siano affermate realtà produttive e vini di tutto rispetto. In Calabria si contano circa 10.000 ettari coltivati a vigneto, in una regione dove meno del 10% della superficie è pianeggiante. Circa il 50% della superficie è collinare e più del 40% montana. I vigneti di conseguenza si trovano per lo più in collina (50%) o in montagna (42%). La produzione totale annua di vino è di circa 368.000 ettolitri di cui i vini DOP rappresentano il 43%, i vini IGP il 34,6%. La produzione si concentra perlopiù sui vini rossi e rosati (75%), mentre i vini bianchi rappresentano il 25% della produzione.