Spagna

Bailaoras de flamenco

40,9 milioni di Ettolitri, a tanto ammonta, nel complesso, la produzione vitivinicola della Spagna, riconosciuto dall’OIV, Organizzazione Mondiale della Vite e del Vino, quale terzo produttore mondiale di vino alle spalle di Italia e Francia, rispettivamente prima e seconda nazione per produzione vitivinicola. La punta di lancia della produzione iberica, al di là dei rossi della Rioja, riconosciuti ovunque, è specialmente lo Xérès o Jerez o Sherry, come lo chiamano nei paesi di lingua anglosassone, reso celebre dallo stile di vita britannico. Le prime notizie relative alla viticoltura della Spagna sembrano risalire durante l’era dell’occupazione Cartaginese, al termine delle seconde guerre Puniche, con la conseguente occupazione Romana si hanno anche le prime notizie sul commercio di vino Spagnolo, ovviamente destinato al più grande mercato di quei tempi: Roma. Il vino Spagnolo, grazie alla capillare distribuzione Romana del commercio iniziò ad essere presente anche in Francia e in Inghilterra, veniva distribuito alle truppe del soldati Romani posti alla guardia delle frontiere ed citato da Publio Ovidio Nasone, da Plinio il Vecchio e da Marziale che decantarono le qualità del vino delle Terre Iberiche. Nonostante l’occupazione dei Mori, la produzione di vino, non subì repressioni, anzi, la produzione di vino continuò e la sua vendita era gravata da tasse. Il commercio era comunque prevalentemente locale, con l’occupazione da parte dei Cristiani, si registrano nuovamente esportazioni di vino dalla Spagna verso altri paesi dell’Europa, in particolare l’Inghilterra. Inghilterra che acquistava vino da Spagna e Francia per rivenderlo nelle Colonie Spagnole e Francesi (!). Le continue crisi diplomatiche tra Spagna ed Inghilterra, sfociate nella guerra, mai formalmente dichiarata, anglo-spagnola del 1585, conclusasi con il Trattato di Londra del 1604, portarono ad uno stallo del richiestissimo vino di Jerez da parte degli Inglesi, suoi grandissimi ammiratori, il Marsala era ancora al di là dal venire, sia per pesantissime tasse che erano imposte sul vino proveniente dalla Spagna, sia per la conseguente imposizione del vino di Madeira, proveniente dal Portogallo e molto simile nel gusto, pur essendo un altro prodotto. Il Jerez, o Sherry, troverà nuova vita all’inizio degli Anni Venti dell’Ottocento, quando alcuni commercianti iniziarono a reimportarlo insieme al vino di Malaga, spodestando il commercio del vino Portoghese. Come in tutti gli altri paesi dell’Europa, alla fine del 1800 arrivarono anche la fillossera e l’oidio, devastando in modo drastico la viticoltura del paese, lasciando danni nelle varie zone e che richiesero molti anni per potere riprendere la propria attività. I danni inflitti dalla fillossera furono così ingenti che molte delle specie autoctone della Spagna si sono estinte. La ripresa dell’enologia dopo i danni della fillossera introdussero in Spagna la produzione di un nuovo tipo di vino, gli spumanti metodo classico, definiti Cava tanto da divenire una parte importante dell’enologia Spagnola; attualmente la Spagna è il maggiore paese del mondo, in termini di quantità, per la produzione di questa tipologia di vini. Nel 1926 si definisce la prima regione a denominazione d’origine della Spagna, la Rioja, mentre nel 1932 viene introdotto nel paese il primo sistema di qualità Spagnolo. Nel 1933 Jerez viene riconosciuta come regione a denominazione d’origine seguita nel 1937 da Malaga. Dopo un periodo di recessione, durante gli anni 1930 e 1940, sia per le vicende politiche interne, sia a causa della seconda guerra mondiale, negli anni del 1950 l’enologia Spagnola mostra nuovamente segni di ripresa, caratterizzata principalmente dalla produzione di ingenti quantità di vini ordinari da parte di cooperative. Il rilancio della produzione enologica di qualità in Spagna riprese all’inizio degli anni 1980, quando le condizioni economiche e politiche del paese consentirono un sostanziale sviluppo di opportunità unitamente agli investimenti operati da aziende vinicole con lo scopo di avviare una stabile condizione per la produzione di vini di qualità. Negli ultimi venti anni la Spagna sta dimostrando di possedere enormi potenzialità enologiche; i suoi vini continuano ad imporsi e a farsi apprezzare ovunque nel mondo, particolarmente quelli rossi.