Portogallo

Lisbona

Il Portogallo può vantare la produzione di un vino che, se da un lato lo ha portato in bocca al mondo, dall’altro ne ha fortemente limitato le possibilità commerciali, tanta la fama: il Porto, ed a seguire il Madeira, che, se pur in misura minore, resta uno dei vini Portoghesi più venduti al mondo. Attualmente il Portogallo è, in termini di quantità, il quattordicesimo produttore di vino del mondo e il consumo di vino interno è di circa 47 litri pro capite. La viticoltura del paese è fortemente legata alla tradizione e, addirittura, per la produzione di certi vini, le uve sono ancora pigiate con i piedi nelle tradizionali vasche dette“lagares. In diverse zone del paese, soprattutto nelle zone collinari del nord e nell’isola di Madeira, le caratteristiche del terreno, fatto di pendii scoscesi e scomodi, consentono solamente lo svolgimento di vendemmie manuali e piuttosto faticose. La produzione vinicola è praticamente basata su uve autoctone; qui le cosiddette uve “internazionali”, al pari della Spagna, non hanno seguito e fortuna, probabilmente a causa della solida tradizione vinicola del paese, e, forse, anche per la marginalità che Spagna e Portogallo hanno sempre dimostrato verso l’Europa Centrale, nonostante l’invasione Napoleonica e non bisogna dimenticare infatti che le due nazioni sono state tra le più importanti nazioni colonizzatrici, e tuttora detengono una moral suasion commerciale e politica non indifferenti nel Nuovo Mondo. Al di là di ciò, l’enologia Portoghese è oggi la 14^ al mondo ed il mondo si sta accorgendo che non produce solo Porto e Madeira. Nonostante la fillossera abbia portato danni tanto ingenti da non far più riprendere la viticoltura in alcune zone del Paese, il Portogallo ricostruì dalle fondamenta la propria enologia, e tutt’oggi è riconosciuto maestro di vini, specie da tavola di cui è un insuperabile produttore.