Francia

Tour Eiffel

Il Sistema di Qualità Francese

I principali criteri che consentono ad un vino di fregiarsi della categoria AOC sono sette e precisamente:

Territorio: l’area dei vigneti viene definita in modo esatto attraverso testimonianze storiche sia sull’ubicazione che sull’uso nei secoli. Si valuta inoltre il tipo di terreno, la posizione e l’altitudine;

Uve: le uve consentite per la produzione di vino in ogni zona vengono stabilite in accordo alla tradizione storica del luogo, basandosi anche sulla resa e la qualità di produzione in funzione al luogo e al clima;

Pratiche colturali: definiscono il numero massimo di viti per ettaro, le modalità di potatura e metodi di fertilizzazione;

Resa: ogni AOC definisce la quantità massima di vino che può essere raccolta e prodotta da un determinato vigneto, il valore è espresso in Ettolitri per Ettaro;

Grado alcolico: ogni AOC stabilisce il Titolo Alcolico Minimo che il vino deve avere;

Tecniche enologiche: ogni AOC stabilisce tecniche e procedure enologiche, solitamente basate sulle tradizioni della zona, che nel corso degli anni hanno consentito di ottenere i migliori risultati;

Controlli organolettici: dal 1979 tutti i vini candidati alle AOC vengono valutati da un’apposita commissione. Le categorie previste dal Sistema di Qualità Francese prevedono quattro livelli e precisamente, dal livello più alto a quello più basso:

Appellation d’Origine Contrôlée, AOC: è il livello di qualità più alto e rigoroso del sistema. Una AOC può comprendere anche delle sottozone;

Vin Délimité de Qualité Supérieure, VDQS: prevede delle regole simili a quelle dell’AOC anche se meno rigide. Questa è la categoria meno utilizzata di tutto il sistema di qualità. Circa il 2% dell’intera produzione Francese appartiene alla VDQS. I vini di questa categoria sono solitamente in attesa di essere riconosciuti come AOC;

Vin de Pays: prevede regole come per le categorie precedenti, tuttavia sono meno onerose e rigide, consentono, per esempio, rese più alte e titoli alcolici minimi più bassi. I vini appartenenti a questa categoria vengono solitamente prodotti in zone molto più estese rispetto alle AOC;

Vin de Table: è la categoria riservata a tutti quei vini che non rientrano, per mancanza o insufficienza di requisiti, nelle categorie superiori; Nelle etichette dei vini Francesi vengono inoltre utilizzate delle diciture che in determinati casi hanno un legame, anche se a volte vago e motivo di confusione, con la qualità. Le indicazioni più frequenti che si possono trovare nelle etichette di vini Francesi è riportato di seguito.

Château: nonostante il suo significato in Francese sia “castello”, quando utilizzato nel vino non ha nessun legame con le suggestive e imponenti costruzioni medievali. Uno Château è un’azienda vitivinicola che produce vino ed è prevalentemente utilizzato nella zona di Bordeaux. Il termine è sempre seguito dal nome specifico dell’azienda.

Clos: il significato Francese di questa parola è “chiuso” o “racchiuso”, ma nella terminologia enologica indica un vigneto o una proprietà recintata e delimitata. Il termine viene utilizzato prevalentemente nella Borgogna e solo le aziende che possiedono un vigneto e che producono e imbottigliano il proprio vino possono utilizzarlo nell’etichetta. Il termine è sempre completato da altre indicazioni che identificano il vigneto o la proprietà;

Domaine: il significato letterale è “proprietà” ed è utilizzato prevalentemente nella Borgogna. Indica una proprietà, appartenente ad una singola azienda,

composta da un singolo o più vigneti, anche collocati in zone diverse;

Côte: “costa” in Italiano, inteso come lato o parete di una collina o di un pendio, indica una zona delimitata di produzione di qualità, principalmente della Borgogna;

Cru: sebbene il suo significato in italiano sia “cresciuto”, nella terminologia enologica Francese indica una determinata zona, spesso un singolo vigneto o una piccola località, che grazie alle sue specifiche caratteristiche climatiche, geologiche e ambientali, produce vini di qualità e di caratteristiche superiori o comunque uniche e identificabili;

Grand Cru: questo termine è utilizzato in Borgogna e indica un vino prodotto in un vigneto di Qualità Superiore ed è il riconoscimento di qualità più alto che può essere attribuito ad un vino. Lo stesso significato viene attribuito anche nella Champagne e nell’Alsazia. Nella zona di Bordeaux il termine non ha la stessa importanza che ha nelle altre zone e viene riconosciuto ad alcuni Château, in particolare a quelli di Saint-Émilion;

Grand Cru Classé: il termine è utilizzato prevalentemente nei vini di Bordeaux. Nella zona di Saint-Émilion indica il Secondo Livello di classificazione, mentre nella Zone di Médoc e Sauternes indica un vino che appartiene ad una categoria di classificazione compresa fra la Seconda e la Quinta;

Premier Cru (1er Cru): nella Zona di Bordeaux, con l’eccezione di Sauternes e Barsac, indica un vino appartenente alla più alta categoria di classificazione. Attualmente solo cinque Château possono fregiarsi di questo riconoscimento. Nella zona di Sauternes indica invece la Seconda Categoria di classificazione. Nella Borgogna indica il Secondo Livello di classificazione, al di sotto di Grand Cru;

Premier Grand Cru (1er Grand Cru): nella zona di Sauternes indica il livello più alto di classificazione. Attualmente, solo uno Château appartiene a questa categoria. Viene anche indicato come Premier Cru Supérieur;

Premier Grand Cru Classé (1er Grand Cru Classé): nella zona di Saint-Émilion indica la categoria di classificazione più alta attribuibile ad un vino; la dicitura può essere riportata anche nelle etichette dei vini del Médoc e di Sauternes per indicare un vino di categoria “Premier Grand Cru”;

Cru Classé: indica principalmente il nome attribuito alla famosa classificazione del 1855 per i vini del Médoc, nel Bordolese. Il sistema prevede cinque categorie, dalla prima alla quinta (Premier Cru, Deuxième Cru, Troisième Cru, Quatrième Cru, Cinquième Cru). Nella stessa classificazione, i vini di Sauternes/Barsac furono classificati in due sole categorie (Premier Cru, Deuxième Cru). Il termine è anche utilizzato per la classificazione dei vini delle Graves, sempre a Bordeaux, e non prevede suddivisioni, pertanto tutti i vini di qualità delle Graves, sia bianchi che rossi, vengono definiti “Cru Classé”. Anche la classificazione dei vini di Saint-Émilion prende il nome di “Cru Classé”;

Cru Bourgeois: categoria di classificazione per i vini del Bordolese, considerati in qualità inferiori al sistema “Cru Classé”. Il livello più alto di questa classificazione è il Cru Bourgeois Supérieurs Exceptionnel, spesso indicato semplicemente come Cru Bourgeois Exceptionnel o Cru Exceptionnel. La seconda categoria prende il nome di Cru Bourgeois Supérieurs o Cru Grand Bourgeois, seguita da una terza e ultima che prende il nome di Cru Bourgeois;

Supérieur: il termine indica prevalentemente un vino il cui grado alcolico è più alto rispetto alla tipologia di appartenenza. Talvolta indica, oltre al grado alcolico superiore, anche una resa del raccolto inferiore rispetto agli standard definiti per la tipologia.